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Yōko Ono: la Sacerdotessa dell’Happening

Più conosciuta come responsabile dello scioglimento dei Beatles che per le sue doti da artista, Yōko Ono è indubbiamente una delle più audaci figure del mondo artistico contemporaneo.

E vi spieghiamo perché.

La dirompente creatività

“Quello che sto cercando di fare è far succedere qualcosa lanciando un sassolino in acqua e creando delle increspature… non voglio controllarle.”

Odiata dai più, amata da pochi, Yōko Ono è un’artista poliedrica, che si cimenta nella reinterpretazione delle più disparate forme artistiche.
Figlia di un aspirante pianista e di una pittrice, ha l’arte nel sangue, ma è la sua grande forza interpretativa a portarla ad imporsi nello scenario artistico internazionale.
Sempre circondata da artisti visionari, con i quali condivide la passione per la performance art e per l’arte concettuale, nei primi anni ’60 Yōko Ono apre la sua stessa casa a ballerini, compositori e artisti di ogni tipo, dai quali viene definita l’”Alta Sacerdotessa dell’Happening”.
L’artista diventa infatti conosciuta per questa forma d’arte contemporanea, il cui obiettivo è quello di esaltare non l’oggetto materiale in sé, ma l’evento che si organizza attorno all’idea che si intende veicolare.

La performance art

“La performance art diventerà il futuro. Esibirsi a Broadway è così restrittivo. Ma la performance art è come gli haiku, una cosa di una sola linea. Ed è più casuale ma più interessante.”

Il concetto di performance art è emblematicamente espresso nel suo libro “Grapefruit”, una raccolta di “event score” – copioni di performance artistiche che descrivono le azioni da svolgere durante le esibizioni.
La raccolta fa comprendere appieno la visione artistica di Yōko Ono: ben lontana dal concepire l’opera d’arte come strettamente legata ad un oggetto materiale, l’artista intende veicolare un concetto audace di arte, in grado di ampliare la visione umana della vita attraverso “performance” o “istruzioni”, tutte orientate alla creazione di un mondo pacifico.
L’arte è quindi per Yōko Ono un modo per esprimere il suo ideale di un mondo che non abbia spazio per le guerre, concetto che porta avanti anche nella sua attività di scrittrice, musicista, attivista e femminista.

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Cut Pieces, la prima performance art femminista

“L’arte deve costruire un’industria della pace che sia più grande di quella della guerra.”

Impopolare tra la gente comune, la Sacerdotessa dell’Happening è invece apprezzata dalle personalità artistiche, che la invitano spesso a tenere mostre ed esibizioni sia negli stati Uniti, che in Europa.
Una delle sue più celebri esibizioni è Cut Pieces, la prima performance art femminista durante la quale l’artista, seduta sul pavimento, lascia che i membri del pubblico le taglino con delle forbici pezzi degli indumenti che indossa.
L’obiettivo è quello di offrire il proprio corpo al pubblico, per affermare l’idea di liberazione insita nel vivere la propria corporeità senza restrizioni.

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L’incontro con John Lennon

“L’artista sconosciuta più famosa del mondo: tutti la conoscono di nome, ma nessuno sa quello che fa.”

Così la definisce John Lennon, l’uomo che forse più di tutti comprende la visione del mondo di Yōko Ono e che, soprattutto, la condivide. Il loro primo incontro avviene a Londra, durante un’esibizione all’Indica Galley, dove John Lennon rimane particolarmente colpito dall’approccio positivo alla vita che Yōko Ono esprime attraverso le sue opere di performance art.
Galeotto è il particolare della piccola scritta sul soffitto, “YES”, che può essere letta soltanto salendo su una scala alla quale è attaccata una lente d’ingrandimento.
Da quel momento in poi, sono diverse le occasioni in cui i due artisti esprimono la loro visione positiva della vita e del mondo. Una su tutte passa attraverso il cosiddetto “Bed-In per la Pace”, protesta pacifista e non violenta contro la guerra in Vietnam, durante la quale i due artisti cantano per la pace sulle note di Give Peace a Chance.
Il loro duo artistico si suggella infine con la creazione della band “Plastic Ono Band”, che suona musiche cantate e composte dalla stessa Yōko Ono.

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Un’instancabile attivista

Oggi, Yōko Ono è ancora un volto promotore di uguaglianza e pacifismo, come dimostrano i suoi numerosi interventi a favore della pace e la creazione del LennonOno Grant for Peace, un premio destinato a organizzazioni e persone che portano avanti ideali pacifisti. La sua instancabile protesta pacifista è costantemente perpetrata attraverso le sue opere e le sue esibizioni pubbliche, che cercano di infrangere le barriere tra arte, politica e società, sempre secondo i dettami della performance art.
Un esempio dell’intramontabile creatività artistica della Sacerdotessa dell’Happening è la sua opera Wish Tree Garden, istallazione per il centro internazionale di arte contemporanea Copenaghen Contemporary.
L’istallazione offre a tutti i visitatori la possibilità di scrivere un proprio desiderio su un bigliettino e di appenderlo sui rami degli alberi che formano il “giardino”. L’opera è un chiaro segno a sostegno dell’orientamento alla condivisione da sempre insito nell’idea che Yōko Ono ha dell’arte e dei sentimenti umani.

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