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I ragni di Louise Bourgeois: ode alla maternità

Un’artista anticonvenzionale, rivoluzionaria, femminista, provocatoria, con un’infanzia burrascosa: ecco come Louise Bourgeois esprime tutti i suoi turbamenti con i suoi giganteschi ragni.

Un’arte autobiografica

“Tutto il mio lavoro degli ultimi cinquant’anni, tutti i miei soggetti hanno tratto ispirazione dalla mia infanzia.” 

Louise Bourgeois è indubbiamente una delle figure più controverse della storia dell’arte occidentale, in grado di imporsi nello scenario artistico del ‘900 grazie all’affascinante personalità che traspare dalle sue monumentali sculture. La sua è un’arte autobiografica, nata dalla profonda necessità di esprimere i dolori vissuti durante la sua infanzia a Parigi, causati dal rapporto conflittuale con il padre. Nonostante nel corso della sua vita Louise Bourgeois si sia cimentata in diverse arti, è alla scultura, la più concreta di queste, che si dedica maggiormente, probabilmente ispirata dall’attività familiare di restauro degli arazzi. Attraverso questa forma d’arte profondamente autobiografica, l’artista può infatti dare vita ai suoi traumi infantili, comunicandoli al mondo mediante delle opere cariche di pathos e personalità, come i suoi famosi ragni di metallo e marmo.

La maternità dei suoi ragni

“Ho sempre sentito di dover fare un grande sforzo per farmi perdonare il fatto di essere femmina.”

E fu quella stessa femminilità, e la conseguente maternità dei suoi ragni, a essere rappresentata insistentemente nelle opere di Louise Bourgeois, manifestandosi attraverso gigantesche sculture. Come dimostrano i disegni nati dopo il trasferimento a New York, l’attenzione di Luoise per i ragni risale al 1940, ma l’artista li tramuta in sculture solo nella metà anni ’90. Anche se molti di noi potrebbero non concordare, i ragni di Louise Bourgeois rappresentano il senso di protezione che solo una madre può trasmettere: grazie alle lunghe zampe metalliche sulle quali si ergono, queste sculture sono alte una decina di metri e permettono a una persona di starci sotto, concretizzando l’idea di protezione che Louise intende suggerire. Inoltre, la maternità dei suoi ragni è espressa anche attraverso un sacchetto di uova di marmo collocate sotto il ventre dei giganteschi aracnidi.

Maman: l’omaggio alla madre

“Il ragno – perché il ragno? Perché la mia migliore amica era mia madre e lei era intelligente, paziente, opportuna, utile e ragionevole. Era indispensabile come un ragno.”

I ragni di Louise Bourgeois non rappresentano solo l’esaltazione della maternità in quanto caratteristica unicamente femminile, ma sono un vero e proprio omaggio alla madre Josephine Fauriaux. Per Louise, la maternità dei suoi ragni è espressione dell’attitudine affettuosa e protettiva della madre che l’artista considera la sua migliore amica: contrariamente al rapporto con il padre, quello tra Louise e Josephine è fatto d’intesa e protezione, al punto da stimolare l’artista a rendere omaggio all’amatissima madre con la creazione di Maman, la prima gigantesca scultura di rame a forma di ragno della quale l’artista ha riprodotto numerose versioni. La similarità tra la figura della madre e quella dei ragni consiste nell’atto della tessitura, di arazzi nel caso della madre e di ragnatele nel caso dei ragni, nella pazienza, nell’intelligenza e nell’utilità: i ragni, infatti sono creature utili perché, nutrendosi di zanzare, ci proteggono dalle malattie trasmesse dal sangue ingerito dagli insetti.

I ragni sparsi per il mondo

Negli anni, molte riproduzioni delle spettacolari sculture a forma di ragno sono state installate davanti a diversi luoghi d’arte. Attualmente possiamo ammirare questi monumentali aracnidi davanti ai più famosi musei del mondo: all’ingresso del Museo Guggenheim di Bilbao è installata Maman, davanti alla Tate Modern di Londra troviamo ad accoglierci un altro gigantesco ragno, perfino in Giappone, precisamente a Roppongi Hills, i visitatori possono ammirare una di queste incredibili creature.