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Tra sacro e profano: l’arte eccessiva di David LaChapelle

Lo definiscono “Il Fellini della Fotografia” per le sue oniriche rappresentazioni della realtà, il suo stile unico ed eccentrico lo hanno reso un artista di fama mondiale e uno dei fotografi più importanti del nostro secolo.

Chi è David LaChapelle?

David LaChapelle nasce a Fairfield (Connecticut, USA) l’11 marzo del 1963.
Dopo aver frequentato la North Carolina School of Arts, si trasferisce a New York dove si iscrive alla Art Students League e alla School of Visual Arts. Agli inizi degli anni ‘80, grazie al suo straordinario talento, LaChapelle inizia a esporre le sue opere d’arte nelle gallerie di New York, riuscendo perfino ad attirare l’attenzione di Andy Warhol.  

Fu proprio il re della Pop Art ad offrire al giovane LaChapelle il suo primo incarico professionale fotografico per la rivista Interview MagazineBen presto LaChapelle si ritrova a lavorare per riviste prestigiose – come Vanity Fair – che gli aprono le porte del mondo glitterato e patinato della moda e della pubblicità.

David LaChapelle in occasione della sua mostra “After the Deluge” al Palazzo delle Esposizioni a Roma, 2015, Photo credit: Gabriel Bouys.

Tra celebrità e star system

Lavorare nel mondo della moda e dello star system permette a LaChapelle di servirsi delle icone della moda e dello spettacolo per farne materia grezza da utilizzare per la sua arte.
In questo periodo la sua creatività esplode: colori elettrici, superfici laccate, mondi sgargianti, iperrealistici, sfacciati a volte eccessivi e forse un po’ kitsch sono la sua firma d’autore.

Il suo modo eccentrico di combinare un originale estetica iperrealistica con profondi messaggi sociali rendono le sue fotografie le creazioni perfette per comunicare le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con una sfrenata esigenza di apparire.

La raccolta che più riflette questa concezione a tinte forti si intitola Hotel LaChapelle (1998), uno dei libri fotografici più venduti di tutti i tempi, che contiene diversi scatti raffiguranti celebrità del calibro di Michael Jackson, Elton John, Muhammad Ali,  Madonna, David Bowie e dove troviamo anche le sue muse ispiratrici: Courtney Love e la transessuale Amanda Lepore.

Elton John fotografato da David LaChapelle, ©David LaChapelle.

La folgorazione alla Cappella Sistina

Il punto di svolta che segna la sua evoluzione artistica è il viaggio a Roma del 2006. In questa occasione, il fotografo visita la Cappella Sistina, rimanendo completamente folgorato dagli affreschi di Michelangelo e dai fasti del potere religioso.

Questa svolta spinge David LaChapelle a fondere l’iconografia glamour con temi universali. I soggetti trasgressivi che sceglie, a volte fanno discutere perché sono la rivisitazione di temi sacri come la natività, il diluvio universale o la resurrezione.

È stato proprio il Diluvio Universale di Michelangelo a suggerirgli la creazione di The Deluge (Il Diluvio), un lavoro fotografico in cui i rimandi al capolavoro michelangiolesco si mescolano ai marchi della società consumistica e alla bellezza ostentata dei corpi nudi.

Da questo momento, David LaChapelle decide di lasciare il mondo della moda per dedicarsi totalmente all’arte. Anche se si allontana dagli ambiti puramente commerciali e pubblicitari, l’ormai ex fotografo di moda non rinuncia alla propria estetica pubblicitaria, ora tradotta in un mezzo di indagine profonda della realtà.   

Una parte dell’opera “Il Duluvio” di David LaChapelle, 2006, ©David LaChapelle.