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Quando il cinema incontra l’arte: 5 film ispirati a dipinti famosi

Cosa succede quando il cinema incontra l’arte? Qualcuno deve aver pensato che certi quadri sono semplicemente troppo belli per restare “solo” dei dipinti.
Ecco, dunque, 5 registi che si sono ispirati alle opere di famosi pittori per ricrearne le scene nei loro celebri film.

1. Le atmosfere di Hopper nel film Psyco di Hitchcock

Sapevate che il dipinto del 1925 La casa vicino alla ferrovia di Edward Hopper ispirò, 35 anni dopo, l’edificio vittoriano che compare nel celeberrimo Psyco di Alfred Hitchcock?
Il dipinto del pittore americano – che rappresenta uno dei temi centrali della sua poetica, ovvero l’alienazione della vita moderna – sarà parso una citazione perfetta al celebre regista britannico che riprese questa sensazione di alienazione tanto pregnante nel dipinto e la fece sua ricreando la stessa atmosfera in Psyco.

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La casa vicino alla ferrovia, 1925 e una scena da Psyco, 1960

2. Django di Tarantino come il Blue Boy di Thomas Gainsborough

Uno dei registi che più di tutti ama le citazioni e i riferimenti è senza dubbio Quentin Tarantino.
In una delle sequenze più intense e drammatiche del film Django Unchained (2012) il regista citazionista per eccellenza vuole per il protagonista Jamie Foxx un abito di un blu acceso che la costumista Sharen Davis ha ripreso dal celebre ritratto di Thomas Gainsborough The Blue Boy del 1779, riportando alla luce una testimonianza sartoriale ben precisa della seconda metà del ‘700.

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The Blue Boy, Thomas Gainsborough, 1779

3. Melancholia di Lars von Trier e l’Ophelia di Millais

Non è difficile che anche più di due arti si incontrino creando un unico capolavoro: a volte il cinema incontra l’arte e anche la letteratura, e questo è ciò che accade nel film di Lars von Trier, “Melancholia”.
Questi richiami artistici sono evidenti soprattutto nella scena in cui la protagonista Justine, che sta attraversando una profonda crisi depressiva, fluttua sul fiume in abito da sposa con in mano il suo bouquet, immagine – ripresa anche nella locandina del film – che rappresenta un chiaro riferimento alla Shakespeariana Ophelia dell’omonimo dipinto di John Everett Millais.

Ophelia, John Everett Millais, 1851-52

4. La Nascita di Venere e Le Avventure del Barone Munchausen

Un altro dei registi che amano riempire le loro opere di citazioni nascoste ma non troppo, è il grande Terry Gilliam, il membro dei Monty Python il cui cinema incontra l’arte molto spesso.
Nel suo Le Avventure del Barone Munchausen, del 1988, il regista ha scelto una giovanissima Uma Thurman per ricreare una versione vivente della Nascita di Venere di Botticelli, una scena emozionante che sembra ipnotizzare sia gli spettatori che gli altri personaggi del film.

5. Relatività di M. C. Escher e Labyrinth di Jim Henson

Quanti ragazzini (e non solo…) dal 1986 sono stati spaventati e ipnotizzati da Jareth, il re dei Goblin (interpretato da un carismatico e indimenticabile David Bowie) che salta da una scala all’altra del suo castello infrangendo le leggi della fisica, cantando come se niente fosse?
Quella scena è una chiara citazione ad una delle litografie più conosciute di Escher, Relatività, che raffigura uno scenario distopico in cui la legge di gravità non funziona come nel nostro mondo.
La stessa opera è citata anche in Inception, l’acclamato film di Christopher Nolan in cui sogni e realtà vengono intenzionalmente confusi per disorientare gli spettatori.

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