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Christo e Jeanne-Claude, un amore su larga scala

Christo e Jeanne-Claude una coppia unita da un sodalizio artistico durato una vita intera.

Numerose sono, nella storia dell’arte, le coppie unite da un sodalizio artistico e umano indissolubile, a volte durato una vita intera. Ne sono un chiaro esempio Christo e Jeanne-Claude, visionari creatori di straordinarie opere su larga scala che hanno senza dubbio rivoluzionato il panorama artistico degli ultimi decenni.

Simbiotici sin dalla nascita

La simbiosi di Jeanne-Claude e Christo sembra già essere decisa sin dalla nascita, avvenuta – coincidenza più unica che rara – nello stesso giorno dello stesso mese dello stesso anno: il 13 giugno 1935. Mentre Christo Vladimirov Javacheff nasce in Bulgaria, a Gabrovo e si forma a Sofia presso l’Accademia di Belle Arti, Jeanne-Claude Denat de Guillebon vede la luce nella marocchina Casablanca, e studia latino e filosofia a Tunisi.
I due si incontrano a Parigi nel 1958 e, pur essendo già impegnati con altre persone, iniziano una relazione clandestina, il cui frutto è Cyril, nato nel 1960. Non si lasceranno più.

Christo e Jeanne-Claude.

I primi passi insieme nell’arte

Christo aderisce al movimento del Nouveau Réalisme e si fa presto notare sulla scena artistica parigina grazie ai suoi “impacchettamenti” di oggetti di uso comune, coperti ma esaltati, nascosti eppure valorizzati. La fama però arriva nel 1961, quando insieme alla compagna realizza la prima installazione su larga scala: per veicolare la loro denuncia contro l’erezione del Muro di Berlino, i due ne erigono uno fatto interamente di barili che blocca rue Visconti, nella capitale francese.
È solo la prima di tante opere nate dal connubio vincente tra lo spirito creativo di lui e quello organizzativo di lei, accostatasi all’arte per amore.

Le irripetibili installazioni su larga scala

Nel 1964 si trasferiscono negli Stati Uniti dove diventano celebri esponenti della Land Art, nata nel 1967 e basata sull’intervento provvisorio sul paesaggio – sia urbano che naturale – delle più disparate parti del mondo: protagonisti degli “impacchettamenti” e delle installazioni maggiormente celebri sono territori dell’Australia, della California, della Florida, del Giappone, parchi di Basilea e di New York, monumenti di Parigi, di Berlino, di Roma, di Milano.
È un’arte lungamente e minuziosamente progettata, autofinanziata e gratuita, ampiamente condivisa sia per il numero dei fruitori che dei realizzatori; un’arte effimera e, quindi, libera, perché nessuno può mai venirne in possesso.

Christo e Jeanne-Claude, Wrapped Trees, Fondation Beyeler and Berower Park, Riehen, Svizzera, 1997-98, foto di Wolfgang Volz © 1998 Christo. 

 

Christo and Jeanne-Claude, Wrapped Reichstag, Berlino, 1971-95, foto di Wolfgang Volz, © 1995 Christo. 

L’ultimo progetto insieme…o forse no?

Dal 18 giugno al 3 luglio 2016 diversi pontili galleggianti hanno collegato la lombarda Sulzano alle isole di San Paolo e Monte Isola, facendo passeggiare sulle acque del lago d’Iseo oltre un milione di persone. Purtroppo Jeanne-Claude, ancora una volta ideatrice del progetto insieme a Christo, non lo ha visto realizzato, perché si è spenta nel 2009. Ma il loro sodalizio artistico e umano continua anche dopo la morte, dati i tanti “impacchettamenti” progettati insieme e ancora da realizzare. Sempre su larga scala, ovviamente, proprio come è stato, e continuerà ad essere, il loro amore.