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Banksy, le provocazioni dello street artist misterioso

Il settimanale Time, nel 2010, l’ha inserito nella lista delle 100 persone più influenti al mondo. E pensare che nessuno sa chi sia realmente!

Non si può parlare di street art senza parlare di Banksy, talmente noto da essere diventato un’icona mondiale, talmente acclamato da essere stato inserito dal Time, nel 2010, nella lista delle 100 persone più influenti al mondo. E pensare che nessuno sa chi sia realmente!

Banksy chi?

La scelta dell’anonimato ha certamente aggiunto fascino al lavoro di Banksy, oggi uno dei più importanti artisti inglesi viventi. Secondo recenti teorie, dietro il famoso street artist si potrebbero celare Robin Gunningham, uno sconosciuto cittadino di Bristol, o addirittura Robert del Naja dei Massive Attack, conosciuto nel mondo dei graffiti come 3D.

Chiunque sia, il popolo del Regno Unito lo adora, tanto da aver proclamato la sua Girl with a balloon l’opera più amata della Gran Bretagna, preferendola a quelle di giganti dell’arte come Turner, Constable e Hockney.

Banksy, Girl with a Balloon, 2002, Londra, Inghilterra.

Il provocatore

Girl with a balloon è divenuta popolare per la sua semplicità ed immediatezza, ma Banksy non è solo questo. Sin dagli anni Novanta ha dimostrato come l’ironia, la provocazione e la dissacrazione potessero diventare uno strumento politico di denuncia sociale.

E infatti, accanto a immagini tanto ironiche quanto provocatorie, come Kissing coppers o Murdered Phone Box, con le sue opere Banksy ha puntato i riflettori sulla questione palestinese intervenendo sul muro di separazione tra Israele e Palestina in Cisgiordania e l’anno scorso, di fronte allo stesso muro, ha inaugurato il “Walled off Hotel”, il desolante albergo con la peggior vista del mondo;  ha raffigurato Steve Jobs nelle vesti di un rifugiato siriano nel campo profughi di Calais, in Francia; ha commentato la Brexit con un murale realizzato a Dover, in cui ha raffigurato un operaio che, intento a rimuovere una delle stelle della bandiera dell’Unione Europea, a poco a poco la manda in frantumi.

Banksy, Il figlio di un migrante siriano, 2015, Calais, Francia.

L’anti-istituzionale

Banksy agisce nell’anonimato e spesso nell’illegalità, realizza furtivamente le sue opere e per questo adotta quasi sempre la tecnica rapida ed efficace dello stencil. Ha reso facilmente fruibile l’arte di strada e guadagnato una popolarità mondiale che, se da un lato lo ha reso un artista di culto, dall’altro lo ha messo al centro di un dibattito critico: Banksy, l’anti istituzionale, è stato accusato di essere commerciale e di aver fatto fortuna entrando nel sistema ufficiale dell’arte.

L’irruente

Tutti vogliono Banksy e le sue opere hanno raggiunto quotazioni altissime, malgrado egli non si sia mai piegato alle leggi del mercato, rifuggendo l’idea di vedere le sue opere appese alle pareti di gallerie e musei. Fedele ai principi della street art, che è riuscito a rendere popolare, vuole che la sua arte ironica, giocosa e irriverente, resti accessibile a tutti. Sono trascorsi più di vent’anni dalla sua irruzione nel mondo dell’arte ma il suo mito, così come il suo slancio creativo, sembrano essere inarrestabili.